Sara c’è e ci sarà

venerdì 2 Aprile 2021
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Nell’arco di 11 mesi, Sara Spampatti ha subito due seri infortuni.
Il 5 febbraio del 2020, durante il canter di avvicinamento alle gabbie di partenza, in occasione della prima corsa alle Bettole, un forte vento aveva spaventato Heads and Legs, cavalla da cui la fantina era caduta, procurandosi la frattura del braccio (ulna, radio, gomito e tendine). Ai primi di gennaio, invece, è stata una scivolata sul ghiaccio a romperle tibia, perone e malleolo, facendole subire anche un forte contraccolpo psicologico.
È così che Sara, pur non avendo nemmeno compiuto 27 anni, ha pensato di abbandonare le corse ma l’idea di smettere è svanita subito, grazie al cavallo di famiglia Still in Time, su cui si è rimessa in sella, appena una settimana dopo la seconda operazione alla caviglia, capendo di essere «ancora in tempo».
«Ancora in tempo» per recuperare, «ancora in tempo» per rientrare – lo aveva fatto alle Bettole già il 3 marzo – e «ancora in tempo» per riassaporare il gusto unico della vittoria, conquistata, proprio con Still in Time, a San Siro, nel Premio Nova Milanese del 20 marzo scorso.
Dunque, «Sara c’è e ci sarà» per molto tempo ancora fra i protagonisti del galoppo italiano e, del resto, la sua è una vera vocazione per i purosangue: da bambina, insieme alla gemella Jessica, ora amazzone, si faceva trascinare da inesauribile passione e da tenace forza di volontà pur di battere l’allergia al pelo di cavallo, a suon di antistaminici.
La puntata numero 91 di Mondo Galoppo celebra Sara Spampatti e accoglie, come presenza femminile del programma di Filippo Brusa, l’altra Sara dell’ippica nazionale: Sara Del Fabbro, allieva fantina partita a 15 anni per l’Inghilterra, inseguendo il sogno di costruirsi un solido futuro in sella, galoppando verso il successo.

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Filippo Brusa

«e nadi contra suberna»

Arnaut Daniel, il trovatore limosino citato con onore da Dante nel De Vulgari Eloquentia e proclamato, per bocca di Guido Guinizzelli, al verso 117 del ventiseiesimo canto del Purgatorio, «miglior fabbro del parlare materno», di sé ha confessato:
«Jeu sui Arnautz que amas l’aura
E chass la lievra ab lo bou
E nadi contra suberna».
Tradotti dal provenzale, questi tre versi suonano così:
«Io son Arnaldo che accumulo il vento
e vado a caccia della lepre col bue
e nuoto contro corrente».
«E nadi contra suberna»
«E nuoto contro corrente»
è il motto del sito di Filippo Brusa, giornalista che si pone controcorrente rispetto alla narrazione dominante, inseguendo la verità contro ogni censura, lottando contro l’ipocrisia del politicamente corretto e combattendo contro la resezione del non conforme praticata dal «pensiero unico» e dall’odiosa «cancel culture».
Per queste finalità ha fondato Rivincere

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