Il predestinato

venerdì 11 Febbraio 2022
1 minuto di lettura
5.5K visualizzazioni

È un predestinato Stefano Botti, già fuoriclasse dei gentleman rider con 15 scudetti e circa 670 vittorie nella categoria.
Sceso da cavallo, il figlio di Alduino ha fatto onore al blasone della famiglia, indirizzata all’ippica da nonno Edmondo, diventando allenatore di successo proprio come il papà, al vertice dal 1973 e superato in classifica soltanto due volte: da Bruno Grizzetti, trainer più vincente nel 2001 e nel 2002.
Nella puntata numero 136 di Mondo Galoppo, Stefano Botti, che nel 2021 ha riconfermato il primato tra i proprietari e mantenuto, insieme al padre, quello tra gli allenatori, si racconta a Filippo Brusa, parlando dei purosangue in cui nutre più aspettative, a partire dal figlio di Australia, Arrival: il baio della Incolinx, a segno nelle due corse finora disputate a Roma – il Premio Garim (maiden) e il Premio Campobello (Listed Race) – potrebbe essere candidato al Derby, vinto l’ultima volta dai Botti nel 2019, grazie a Keep On Fly (Rip Van Winkle).
Non manca il riferimento al quartier generale dell’erede di Alduino: il centro di allenamento di Cenaia, in provincia di Pisa, che si estende su una superficie di circa 35 ettari e presenta piste in salita, molto simili a quelle di Warren Hill a Newmarket.
La puntata si chiude con il ricordo della «sana rivalità» che negli anni Novanta ha attratto l’attenzione nel mondo dei gentleman rider. Da una parte proprio Stefano e, dall’altra, Paolo Zanasca, che interviene in trasmissione per ricordare le sfide di un tempo con cavalli, anche di primissima fascia, di allenatori a loro volta concorrenti: il rampantissimo Grizzetti antagonista degli affermatissimi fratelli Alduino e Giuseppe Botti.

Lascia un commento

Filippo Brusa

«e nadi contra suberna»

Arnaut Daniel, il trovatore limosino citato con onore da Dante nel De Vulgari Eloquentia e proclamato, per bocca di Guido Guinizzelli, al verso 117 del ventiseiesimo canto del Purgatorio, «miglior fabbro del parlare materno», di sé ha confessato:

«Jeu sui Arnautz que amas l’aura
E chass la lievra ab lo bou
E nadi contra suberna».

Tradotti dal provenzale, questi tre versi suonano così:

«Io son Arnaldo che accumulo il vento
e vado a caccia della lepre col bue
e nuoto contro corrente».
–––
«E nadi contra suberna»
«E nuoto contro corrente»

è il motto del sito di Filippo Brusa, giornalista che si pone controcorrente rispetto alla narrazione dominante, inseguendo la verità contro ogni censura, lottando contro l’ipocrisia del politicamente corretto e combattendo contro la resezione del non conforme praticata dal «pensiero unico» e dall’odiosa «cancel culture».
Per queste finalità ha fondato Rivincere

Scarica il pdf del libro

Archivio

Filippo Brusa

Filippo Brusa foto

Seguimi

Le storie da scrivere insieme

Rivinci con me

Articolo precedente

La via del judo

Prossimo articolo

Ipnotico curling

Risali

Meritano la tua attenzione...