Morigi vs Ravier

venerdì 24 Settembre 2021
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La storia dello sport è ricca di duelli fra campioni, che sono anche acerrimi rivali e dividono le tifoserie, come, ad esempio, avevano saputo fare, in modo immortale, Coppi e Bartali nel dopoguerra. Un dualismo così intenso può esistere anche fra purosangue inglesi e lo mostra bene la storia dei due cavalli italiani, entrambi nati nel 1991, maestri del miglio nell’ultimo decennio del Novecento: il grigio Ravier (Highest Honor e Rivarola), allievo di Mil Borromeo e portacolori della Razza Dormello Olgiata, e il baio oscuro Morigi (Rousillon e Ibtidaar), della Razza Giallorossa di Giancarlo Gualco, allenato da Ildo Tellini.
Nella puntata 116 di Mondo Galoppo, Filippo Brusa rivive questa forte competizione, incontrando i fantini che, insieme a loro, avevano dato vita alle più accese battaglie in pista: Fernando Jovine, interprete di Ravier, e Massimiliano Tellini, unica guida di Morigi per tutta la sua carriera.
Se i numeri dei due cavalli, raccolti da Angelo Zino, ex handicapper e commissario di corsa, dicono che Morigi, in vantaggio 9-7 negli scontri diretti, ha corso in tutto 38 gare (5 Listed, 8 Gruppi), vincendone 16 (con un rating massimo di 115,5 e uno medio di 110) e Ravier ha disputato 44 gare (4 Listed e 9 Gruppi), conquistando 17 successi (rating massimo di 113 e medio di 109,5), le parole, ricche di emozioni, dei due jockey fanno ribattere il cuore infinito di entrambi gli antagonisti, sempre generosi.
Non mancano gli aneddoti. Il dormelliano aveva debuttato il 31 luglio del 1993 a Merano, facendo cadere, subito dopo la partenza, Massimiliano Tellini, e aveva incontrato Fernando Jovine solo il 7 maggio del 1995, nel premio Sirmione per battere Morigi di una testa.
Il “Moro” invece aveva esordito il 30 maggio del 1993, nel Premio Guanzate, sui 1400 metri della pista media di San Siro, vincendo bene con Tellini che, quel giorno, non aveva indossato la giubba gialla con la fascia rossa della Razza Giallorossa ma quella bianca, con fascia gialla e fascia verde, della Scuderia Belforte di Cesare Bernasconi. Il proprietario, che per Morigi è sempre stato in società con Gualco, interviene in trasmissione citando il Turati del 2 giugno 1996, un Gruppo 2 epico, in cui Tellini non alzò mai la frusta sul suo cavallo, sempre secondo, almeno fino al palo, dove superò l’avversario, precedendolo di un corto muso. Il fantino del baio spiega la sua scelta, che gli sarebbe potuta costare la vittoria, mentre Jovine chiude la puntata celebrando gli eterni rivali: «Sono stati due campioni, due cavalli capaci di infiammare pubblico, proprietari e noi che li abbiamo accompagnati in corsa. Ci hanno completato come fantini e come persone».

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Filippo Brusa

«e nadi contra suberna»

Arnaut Daniel, il trovatore limosino citato con onore da Dante nel De Vulgari Eloquentia e proclamato, per bocca di Guido Guinizzelli, al verso 117 del ventiseiesimo canto del Purgatorio, «miglior fabbro del parlare materno», di sé ha confessato:

«Jeu sui Arnautz que amas l’aura
E chass la lievra ab lo bou
E nadi contra suberna».

Tradotti dal provenzale, questi tre versi suonano così:

«Io son Arnaldo che accumulo il vento
e vado a caccia della lepre col bue
e nuoto contro corrente».
–––
«E nadi contra suberna»
«E nuoto contro corrente»

è il motto del sito di Filippo Brusa, giornalista che si pone controcorrente rispetto alla narrazione dominante, inseguendo la verità contro ogni censura, lottando contro l’ipocrisia del politicamente corretto e combattendo contro la resezione del non conforme praticata dal «pensiero unico» e dall’odiosa «cancel culture».
Per queste finalità ha fondato Rivincere

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