Sua maestà Alduino

venerdì 12 Marzo 2021
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«Sua maestà» Alduino Botti è il re del galoppo italiano dal 1973, anno in cui è salito per la prima volta in cima alla classifica degli allenatori. Da allora, ha sempre vinto più dei suoi colleghi, perdendo il primato solo nel 2001 e nel 2002, quando era stato superato da Bruno Grizzetti.
All’inizio della nuova stagione e alla vigilia della riapertura di San Siro, Filippo Brusa dedica l’ottantottesima puntata di Mondo Galoppo proprio ad Alduino Botti: non solo per parlare della sua attualità ma per celebrarne la carriera da fantino, trascorsa ad alto livello e chiusa troppo in fretta, ancora come allievo, a causa della prematura scomparsa del padre Edmondo, ex fantino in siepi e allenatore di successo, morto in un incidente stradale nel 1969. Questo tragico evento è stato dunque l’amaro spartiacque della sua vita e di quella del fratello Giuseppe, con cui Alduino ha raccolto subito la pesante eredità paterna e ne ha proseguito l’attività.
La trasmissione parte dal focolare familiare, ricordando, oltre a papà Edmondo, anche mamma Margherita, sorella di Giannino Miliani, altro trainer di fama, e non dimentica i figli di Alduino: Stefano, già fuoriclasse dei gentleman rider con più di seicento vittorie e 15 scudetti della categoria, e adesso allenatore, come il fratello Marco, ex fantino che si sta facendo onore in Inghilterra.
Ma la famiglia Botti comprende pure i figli del fratello Giuseppe, che Alduino ci tiene a menzionare: Edmondo, conosciuto da tutti come Endo, vincitore da jockey del Derby del 2007, in sella a Awelmarduk (Almutawakel), e trainer, allo stesso modo del fratello Alessandro, attivo in Francia.
Infine, Alduino cita alcuni cavalli da cui si aspetta soddisfazioni quest’anno: Vis a Vis (Mujahid), a segno nel Gran Criterium e specialista del miglio, insegue obiettivi sempre più prestigiosi e, dopo i buoni debutti, devono riconfermarsi anche i promettenti Golden Dubawi (Golden Horn), Mooney Love (Australia) e Vento Di Passioni (Frankel). 

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Filippo Brusa

«e nadi contra suberna»

Arnaut Daniel, il trovatore limosino citato con onore da Dante nel De Vulgari Eloquentia e proclamato, per bocca di Guido Guinizzelli, al verso 117 del ventiseiesimo canto del Purgatorio, «miglior fabbro del parlare materno», di sé ha confessato:
«Jeu sui Arnautz que amas l’aura
E chass la lievra ab lo bou
E nadi contra suberna».
Tradotti dal provenzale, questi tre versi suonano così:
«Io son Arnaldo che accumulo il vento
e vado a caccia della lepre col bue
e nuoto contro corrente».
«E nadi contra suberna»
«E nuoto contro corrente»
è il motto del sito di Filippo Brusa, giornalista che si pone controcorrente rispetto alla narrazione dominante, inseguendo la verità contro ogni censura, lottando contro l’ipocrisia del politicamente corretto e combattendo contro la resezione del non conforme praticata dal «pensiero unico» e dall’odiosa «cancel culture».
Per queste finalità ha fondato Rivincere

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