Dario Vargiu

venerdì 4 Giugno 2021
1 minuto di lettura
10.9K visualizzazioni

Mondo Galoppo festeggia il traguardo delle cento puntate con il fantino più vincente degli ultimi quattro anni: Dario Vargiu, capo classifica in Italia nel 2006, 2008, 2013, 2014 e dal 2017 al 2020, è pronto a tornare in corsa a 58 giorni dall’infortunio subìto l’8 aprile a Firenze, per la caduta da Dark Foundation, poco prima della partenza del Premio Pisa.
Alla vigilia della riapparizione in pista, nella sesta gara di sabato 5 giugno a San Siro, sui 1200 metri della pista dritta, con Permetti, tre anni allenata da Alduino Botti e della Scuderia Milano, il fantino di Oristano confida a Filippo Brusa le sensazioni e le emozioni del rientro e racconta il suo recupero da campione. Famoso per talento, ma anche per professionalità, determinazione e carattere, è riuscito, con tenacia e volontà, ad accorciare notevolmente i tempi necessari per guarire dalle microfratture nella zona dell’acetabolo – cavità delle ossa del bacino in cui si articola la testa del femore – e dalla rottura composta di quattro costole.
In anticipo di tre settimane sulla tabella di marcia prevista per la piena riabilitazione, anche grazie alle indicazioni dell’ortopedico Salvatore Cannizzaro e all’aiuto del fisioterapista Alberto Magistri e del personal trainer Gianni Zanaboni, Vargiu, alla soglia dei 3200 successi (in questo momento sono esattamente 3196), non vede l’ora di recuperare il tempo perduto, riprendendo l’abitudine di vincere.
Insieme a lui, in trasmissione, c’è l’ex fantino Andrea Arbau, manager e amico che, oltre a parlare dell’attualità, non ricorda solo i primi passi mossi da Vargiu nel mondo del galoppo, ma pure i tempi dell’infanzia, trascorsi insieme alla «Sartigliedda», la versione per ragazzi di «Sa Sartiglia», secolare e spettacolare tradizione di Oristano, in scena nella domenica e nel martedì di carnevale.

Lascia un commento

Filippo Brusa

«e nadi contra suberna»

Arnaut Daniel, il trovatore limosino citato con onore da Dante nel De Vulgari Eloquentia e proclamato, per bocca di Guido Guinizzelli, al verso 117 del ventiseiesimo canto del Purgatorio, «miglior fabbro del parlare materno», di sé ha confessato:
«Jeu sui Arnautz que amas l’aura
E chass la lievra ab lo bou
E nadi contra suberna».
Tradotti dal provenzale, questi tre versi suonano così:
«Io son Arnaldo che accumulo il vento
e vado a caccia della lepre col bue
e nuoto contro corrente».
«E nadi contra suberna»
«E nuoto contro corrente»
è il motto del sito di Filippo Brusa, giornalista che si pone controcorrente rispetto alla narrazione dominante, inseguendo la verità contro ogni censura, lottando contro l’ipocrisia del politicamente corretto e combattendo contro la resezione del non conforme praticata dal «pensiero unico» e dall’odiosa «cancel culture».
Per queste finalità ha fondato Rivincere

Seguimi

Scarica il pdf del libro

Archivio

Le storie da scrivere insieme

Rivinci con me

Articolo precedente

La vita è come la bici

Prossimo articolo

Motivazione da campione

Risali

Meritano la tua attenzione...