Il «non limite» di Ale

mercoledì 5 Maggio 2021
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«Buio.
Un pensiero mi attraversa la mente: è successo qualcosa.
Cosa?
Mi sembra di essere nel corpo di un cavallo.
Un animale sul tavolo di una sala operatoria».

Incomincia con queste frasi, drammaticamente spezzate, il libro di Alessandro Carvani Minetti, atleta della nazionale italiana di paraduathlon, che, nel 2003, a 25 anni, ha perso l’uso delle braccia, cadendo dalla moto, in seguito a un incidente.
«È stato lo sport – dice – a salvarmi». Così Alessandro, dopo una interminabile riabilitazione, e trascinato dalla certezza che «il limite è solo una questione di testa», è tornato non solo a correre, a nuotare, a pedalare con la sua bicicletta, ma anche ad essere quasi del tutto autonomo. E ora sogna il primo palcoscenico dello sport mondiale, come dice apertamente il titolo del suo intenso libro, edito da Blonk: «Voglio le Olimpiadi. Superman, la bici e il mio non limite».

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Filippo Brusa

«e nadi contra suberna»

Arnaut Daniel, il trovatore limosino citato con onore da Dante nel De Vulgari Eloquentia e proclamato, per bocca di Guido Guinizzelli, al verso 117 del ventiseiesimo canto del Purgatorio, «miglior fabbro del parlare materno», di sé ha confessato:
«Jeu sui Arnautz que amas l’aura
E chass la lievra ab lo bou
E nadi contra suberna».
Tradotti dal provenzale, questi tre versi suonano così:
«Io son Arnaldo che accumulo il vento
e vado a caccia della lepre col bue
e nuoto contro corrente».
«E nadi contra suberna»
«E nuoto contro corrente»
è il motto del sito di Filippo Brusa, giornalista che si pone controcorrente rispetto alla narrazione dominante, inseguendo la verità contro ogni censura, lottando contro l’ipocrisia del politicamente corretto e combattendo contro la resezione del non conforme praticata dal «pensiero unico» e dall’odiosa «cancel culture».
Per queste finalità ha fondato Rivincere

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