Enrico Garbosi – Il sogno di Marcelo

mercoledì 24 Aprile 2019
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Due scudetti vinti da playmaker della Reyer Venezia (nel 1941-1942 e nel 1942-1943), quattro titoli conquistati nel basket femminile con la Comense (dal campionato 1949-1950 al 1952-1953), come allenatore, il primo tricolore della Pallacanestro Varese (nel 1961) e lo storico quarto posto in Serie A della Robur et Fides (1962-1963). Enrico Garbosi (7 aprile 1916 – 6 gennaio 1973) ha scritto pagine di rilievo nella storia della palla a spicchi e, soprattutto, rappresenta un modello: non a caso, il trofeo più longevo e collaudato del basket italiano porta il suo nome. Lo ricordiamo nella quarantaseiesima puntata di BiancoRossiNews, insieme alla moglie Miriam, con cui visse una storia d’amore avvincente, sbocciata sotto canestro, ma anche insieme al figlio Fabrizio, attuale direttore sportivo della Robur et Fides, e con Paolo Vittori, altro nome illustre della pallacanestro italiana e fondatore del Trofeo Enrico Garbosi, giunto alla quarantesima edizione.
Chiude la trasmissione una breve intervista a Marcelo Damião, ex pivot che ora fa lo scopritore di talenti ed è impegnato nel sociale in Brasile, dov’è nato il 19 marzo del 1975.

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Filippo Brusa

«e nadi contra suberna»

Arnaut Daniel, il trovatore limosino citato con onore da Dante nel De Vulgari Eloquentia e proclamato, per bocca di Guido Guinizzelli, al verso 117 del ventiseiesimo canto del Purgatorio, «miglior fabbro del parlare materno», di sé ha confessato:
«Jeu sui Arnautz que amas l’aura
E chass la lievra ab lo bou
E nadi contra suberna».
Tradotti dal provenzale, questi tre versi suonano così:
«Io son Arnaldo che accumulo il vento
e vado a caccia della lepre col bue
e nuoto contro corrente».
«E nadi contra suberna»
«E nuoto contro corrente»
è il motto del sito di Filippo Brusa, giornalista che si pone controcorrente rispetto alla narrazione dominante, inseguendo la verità contro ogni censura, lottando contro l’ipocrisia del politicamente corretto e combattendo contro la resezione del non conforme praticata dal «pensiero unico» e dall’odiosa «cancel culture».
Per queste finalità ha fondato Rivincere

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