Il «non limite» di Ale

5 Maggio 2021
1 minuto di lettura

«Buio.
Un pensiero mi attraversa la mente: è successo qualcosa.
Cosa?
Mi sembra di essere nel corpo di un cavallo.
Un animale sul tavolo di una sala operatoria».

Incomincia con queste frasi, drammaticamente spezzate, il libro di Alessandro Carvani Minetti, atleta della nazionale italiana di paraduathlon, che, nel 2003, a 25 anni, ha perso l’uso delle braccia, cadendo dalla moto, in seguito a un incidente.
«È stato lo sport – dice – a salvarmi». Così Alessandro, dopo una interminabile riabilitazione, e trascinato dalla certezza che «il limite è solo una questione di testa», è tornato non solo a correre, a nuotare, a pedalare con la sua bicicletta, ma anche ad essere quasi del tutto autonomo. E ora sogna il primo palcoscenico dello sport mondiale, come dice apertamente il titolo del suo intenso libro, edito da Blonk: «Voglio le Olimpiadi. Superman, la bici e il mio non limite».

FB in breve

Filippo Brusa, giornalista professionista, autore e conduttore televisivo, promuove iniziative editoriali legate all’ambito culturale, sportivo ed enogastronomico, applica il giornalismo come strumento per comprendere il mondo e lotta contro ogni censura, contro l’ipocrisia del politically correct, contro il mostro soffocante del luogo comune e contro la sopraffazione del «pensiero unico».

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