Equos Mondo Galoppo 21 – Quando San Siro è una grande bellezza

venerdì 18 Novembre 2022
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Domenica 13 novembre 2022, il galoppo milanese è stato esaltato dal tocco magico di Lanfranco Dettori: il fantino più famoso al mondo ha vinto il Premio Federico Tesio, Gruppo 2 sui 2200 metri della pista grande di San Siro, con un cavallo italiano – Tempesti – e con la giubba della Razza Dormello Olgiata, a segno per la prima volta nella classica intitolata alla memoria del suo allevatore-allenatore simbolo.
L’altra pattern della giornata, il Premio del Piazzale Memorial Enrico Camici, Gruppo 3 sul miglio allungato in pista grande, ha regalato al pubblico la potente e progressiva accelerazione di Bahja del Sol, che, a quattrocento metri dal traguardo, ha spiccato il volo, lasciando a sei lunghezze Emperor of Love, secondo, e Wonnemond, terzo, dietro di una corta testa.
Ha interpretato perfettamente il tre anni, allievo di Alduino e Stefano Botti, Sergio Urru, ospite della ventunesima puntata di Equos Mondo Galoppo, per commentare non solo la sua impresa ma anche le altre immagini radiose di una giornata splendente per l’ippica italiana, che ha ricordato pure, con un premio a lui dedicato, Luciano D’Auria, l’allenatore di Falbrav, scomparso l’anno scorso, due giorni prima di Natale, a 87 anni.
Non mancano le voci dei protagonisti raccolte direttamente all’ippodromo da Filippo Brusa: quelle di Lanfranco Dettori, Franca Vittadini e Riccardo Santini, a commento della vittoria di Tempesti, sempre quella di Frankie per ricordare D’Auria, insieme a Bruno Grizzetti e a Dario Vargiu, quelle di Pietro Cadeddu, ex fantino in ostacoli e del figlio Michael, oggi jockey affermato in Germania, e quella di Sara Del Fabbro, vittoriosa nel premio Primavera, handicap principale sui 1800 metri della pista media, in sella a Voices From War. C’è spazio anche per un breve saluto di Sergio Dettori, ex fantino molto amato.

Filippo Brusa

«e nadi contra suberna»

Arnaut Daniel, il trovatore limosino citato con onore da Dante nel De Vulgari Eloquentia e proclamato, per bocca di Guido Guinizzelli, al verso 117 del ventiseiesimo canto del Purgatorio, «miglior fabbro del parlare materno», di sé ha confessato:

«Jeu sui Arnautz que amas l’aura
E chass la lievra ab lo bou
E nadi contra suberna».

Tradotti dal provenzale, questi tre versi suonano così:

«Io son Arnaldo che accumulo il vento
e vado a caccia della lepre col bue
e nuoto contro corrente».
–––
«E nadi contra suberna»
«E nuoto contro corrente»

è il motto del sito di Filippo Brusa, giornalista che si pone controcorrente rispetto alla narrazione dominante, inseguendo la verità contro ogni censura, lottando contro l’ipocrisia del politicamente corretto e combattendo contro la resezione del non conforme praticata dal «pensiero unico» e dall’odiosa «cancel culture».
Per queste finalità ha fondato Rivincere

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