Supergentleman

14 Gennaio 2022
1 minuto di lettura

È un «supergentleman» Antonio Ferramosca che, ad appena 27 anni, ha già vinto per nove volte la classifica dei fantini non professionisti, dominando ininterrottamente dal 2013 al 2021 e ottenendo, in tutto, circa 280 successi (compresi quelli conquistati all’estero).
Figlio di Fabrizio, noto allenatore e proprietario livornese, il giovane gentleman rider, ospite di Filippo Brusa nella puntata numero 132 di Mondo Galoppo, racconta le fasi salienti della sua carriera. Dopo aver scelto di lasciare il tennis, praticato a livello agonistico fino all’adolescenza, si è fatto trascinare dalla passione per i cavalli ed è salito in sella senza nessuna forzatura da parte del padre. Ha montato non solo i purosangue di famiglia, indossando anche altre giubbe di fama, e si è tolto soddisfazioni sia sulle piste italiane, sia su quelle straniere.
Dopo una crisi all’inizio dell’anno scorso, quando le vittorie tardavano ad arrivare e aveva pensato addirittura di smettere, Antonio è tornato a brillare, aggiudicandosi il nono scudetto consecutivo dei gentleman, e ora ha incominciato al meglio il 2022 con due affermazioni al Federico Caprilli, l’ippodromo di casa.
Il «supergentleman» livornese, che sta per conseguire la laurea magistrale in Strategia, Management e Controllo, è giovane ma non ha l’obiettivo di superare il record di vittorie dell’inossidabile Pinuccio Molteni, che si è ritirato nel 2006, a 77 anni, con un totale di 1013 successi, alcuni dei quali ottenuti battendo i professionisti: «Quando entrerò nel mondo del lavoro – dice Antonio – non potrò correre così tanto, per cui credo che sia impossibile battere il primato di Pinuccio. Punto invece a vincere, come aveva fatto lui, anche nella categoria dei fantini».

FB in breve

Filippo Brusa, giornalista professionista, autore e conduttore televisivo, promuove iniziative editoriali legate all’ambito culturale, sportivo ed enogastronomico, applica il giornalismo come strumento per comprendere il mondo e lotta contro ogni censura, contro l’ipocrisia del politically correct, contro il mostro soffocante del luogo comune e contro la sopraffazione del «pensiero unico».

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