Cavalcare è amare

27 Marzo 2020
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«È una questione emotiva: non poter più montare a cavallo per mesi mi distrugge». A dirlo, con profonda amarezza, è la giovanissima amazzone Ginevra Grizzetti, promessa dell’equitazione italiana e ancora studentessa delle superiori. Se la scuola è chiusa, per le restrizioni imposte dal governo nel tentativo di limitare il più possibile i contagi di coronavirus, anche la Scuderia della Capinera di Casorate Sempione, dove Ginevra si allenava tutti i giorni, fino a poco tempo fa, non è più aperta al pubblico.
La quotidianità frenetica di una sedicenne solare, instancabile nel compiere salti mortali pur di conciliare lo studio con il suo sport, ha subìto una brusca frenata, ma Ginevra, che ha un nome da regina ed è la principessa del noto allenatore di galoppo Bruno Grizzetti, di cui è figlia, non si deprime e, anzi, ha tanta fretta di risalire in sella: «Il regalo che più vorrei quest’anno è tornare a montare e riassaporare l’atmosfera magica della scuderia, dove poter riabbracciare i miei amici e ritrovare i miei istruttori».
Andare a cavallo è la passione della vita di Ginevra, che lascia senza parole e arriva dritta al cuore, spiegando il vero senso dello stare in sella: «Cavalcare significa amare un animale, rispecchiarsi in lui, parlare con lui, trasmettergli emozioni. Insieme superiamo gli ostacoli e insieme, col tempo, si cresce; proprio come in una vera coppia».
La trentottesima puntata di Mondo Galoppo ospita anche Lorraine Simpson, l’istruttrice di Ginevra alla Scuderia della Capinera a Casorate Sempione, che i più conoscono come Lorena Cristofoletti e cioè con il nome italianizzato e il cognome del marito Angelo, anche lui istituzione dell’equitazione. Nello studio di Filippo Brusa non manca Gian Marco Zanzi, l’inossidabile opinionista tecnico della trasmissione, pronto a fare il punto sul galoppo, non solo italiano.

FB in breve

Filippo Brusa, giornalista professionista, autore e conduttore televisivo, promuove iniziative editoriali legate all’ambito culturale, sportivo ed enogastronomico, applica il giornalismo come strumento per comprendere il mondo e lotta contro ogni censura, contro l’ipocrisia del politically correct, contro il mostro soffocante del luogo comune e contro la sopraffazione del «pensiero unico».

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