Inchieste di Sport

Un «fatto sociale totale» da indagare...
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Lo sport allena corpo e mente ed è molto più di un semplice svago, rappresentando un imprescindibile momento di sviluppo non solo motorio ma anche psicologico, affettivo e relazionale.
A ogni latitudine è ben manifesta la funzione sociale dello sport, che si declina in ambiti molteplici, da quello culturale a quello economico, da quello giuridico a quello politico. Non limitandosi, però, solo a questi campi perché davvero lo sport costituisce quello che l’antropologo francese Marcel Mauss, nel suo «Essai sur le don» («Saggio sul dono», 1923-1924), definiva un «fait social total» un fatto sociale totale»), un fenomeno, cioè, «où s’expriment à la fois et d’un coup toutes les institutions» («dove tutte le istituzioni [della società] si esprimono contemporaneamente e insieme»).

«SPECCHIO DELLA SOCIETÀ»

Lo sport dunque assimilabile al «fatto sociale totale» di Mauss e «specchio della società», capace di trasmettere paradigmi di comportamento o perfino modelli di vita.
«Sport has the power to change the world». «Lo sport ha il potere di cambiare il mondo», sosteneva Nelson Mandela, aggiungendo: «Esso ha il potere di ispirare, ha il potere di unire le persone in un modo che poche altre cose fanno. Parla ai giovani in una lingua che comprendono. Lo sport può portare speranza dove una volta c’era solo disperazione. Ha più potere dei governi nel rompere le barriere razziali. Irride ogni tipo di discriminazione».
Ma lo sport, parte integrante della vita di ognuno, strumento educativo e sociale, è anche un’industria fiorente, in continuo cambiamento e al centro dello sviluppo di tante industrie ad esso collegate: da quella dei media a quella delle infrastrutture, senza dimenticare quella immobiliare, solo per fare qualche esempio.
Esplorare tutte le sfumature dello sport, setacciando eventuali criticità o aspetti controversi, ha fatto parte per anni della mia quotidianità lavorativa, spesa a scrivere su testate locali, come La Provincia di Varese, o nazionali, come La Gazzetta dello Sport.
Nel 2018 ho poi inaugurato una serie di programmi televisivi, trasmessi da Rete 55 e ora riproposti nel menu a tendina di questa sezione, accomunati dalla profonda indagine delle tematiche prese in considerazione di volta in volta.

LE VIE PER LA VITTORIA

Vincere – Inchieste di Sport ha scandagliato i percorsi necessari per inseguire i successi, siano essi i più prestigiosi allori sportivi o storie incredibili di rinascita. Ho incontrato giovani promesse che puntano alle Olimpiadi, come il ginnasta Ares Federici o il mezzofondista e siepista Pietro Arese, atleti che già ci sono stati, come Sara Bertolasi, o super campioni come il cestista Dino Meneghin (vedi anche qui e qui) e il ciclista Beppe Saronni (vedi anche qui), senza dimenticare calciatori di talento come Ciccio Baiano (vedi anche qui). In un programma imperniato sui fondamenti (e sulle fondamenta) della vittoria non poteva mancare la voce degli allenatori: quella di chi ha fatto scuola, come Eugenio Fascetti (vedi anche qui) e Pietro Carmignani, nel pallone, quella di Marco Pedoja, che ha accompagnato i nuotatori Nicolò Martinenghi alle Olimpiadi e Federico Morlacchi ai Giochi Paralimpici, e quella anticonformista di Joe Isaac, che negli anni Cinquanta del secolo scorso ha deciso di lasciare il baseball per sposare il basket.
Vincere ha raccontato le storie di tre ragazzi d’oro del para-dressage, che a cavallo vivono emozioni uniche, trasmettendole a chi li guarda: Federica Sileoni, Federico Lunghi e Matteo Francucci. Nell’ampio ed eterogeneo ventaglio di trasmissioni non sono mancati, infine, alcuni splendidi esempi di rinascita, raccontati da Alessandro Carvani MinettiErik Fumi e Andrea Nonis.
Incontri densi di pathos si sono susseguiti anche nelle altre trasmissioni di cui sono stato autore e conduttore: 55 Sport (inaugurata con Moreno Ferrario, compagno di Diego Armando Maradona al Napoli, vedi anche qui e qui), BiancoRossiNewsDue tiri liberi con… e Varese Academy Pallacanestro.
Accanto ai faccia a faccia con i protagonisti, c’è stato spazio per indagare a fondo l’attualità, che ha presentato notevoli problematiche nella triste epoca segnata dal Covid. Non solo la pandemia è rientrata nelle mie inchieste, che hanno toccato vari temi, portando, ad esempio, nuove idee per la riqualificazione dello stadio Giuseppe Meazza di Milano o snodandosi a ritroso per celebrare imprese di sport rimaste immortali nella storia sociale italiana, e ricordarle direttamente con i loro artefici: la lunga chiacchierata con Gianni Rivera per i 50 anni del 4-3 rifilato dalla nazionale azzurra alla Germania Ovest, al Mondiale messicano del 1970, o l’emozionante abbraccio a Livio Berruti, campione olimpico dei 200 metri piani alle Olimpiadi di Roma.
Ma sono solo due esempi del variegato catalogo di inchieste di sport a cui è dedicata questa sezione.

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