55 Sport – quinta puntata

mercoledì 28 Ottobre 2020
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«Nel calcio, rituale sublimazione della guerra, undici uomini in pantaloncini corti sono la spada del quartiere, della città o della nazione. Questi guerrieri senza arma né corazza esorcizzano i demoni della folla e ne confermano la fede: a ogni confronto tra due squadre entrano in gioco vecchi odi e amori trasmessi in eredità dai padri ai figli».
Questo brano, tratto da «Splendori e miserie del gioco del calcio» di Eduardo Galeano, viene letto da Carolina Angelis Malnati, in apertura della quinta puntata di 55 Sport, per introdurre il libro a cui è dedicata la prima parte della trasmissione di Filippo Brusa: «Contro il calcio moderno» scritto dal giornalista della Gazzetta dello Sport Pierlugi Spagnolo ed edito da Odoya. Si tratta di un saggio molto documentato sul cosiddetto «calcio moderno», vale a dire quel calcio diventato ormai «un prodotto sofisticato, sempre più finto, che la prepotenza delle pay tv e le logiche economiche hanno spogliato» dei suoi «elementi identitari e simbolici».
La seconda parte del programma è dedicata invece alle palestre, chiuse fino al 24 novembre dal Dpcm del 24 ottobre, contenente le nuove misure per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19.
Filippo Brusa ospita in studio Valeria Zaitsev, giovane istruttrice di aerobica rimasta di fatto senza lavoro, e Fabio Sozzani, titolare di una nota palestra varesina, e racconta tre storie emblematiche: quella della osteopata Maurizia Bonetti, preoccupata per i suoi pazienti di cui non si potrà occupare per un mese, quella condivisa da Tiziana, mamma di un bimbo di otto anni che, nel nuoto e nel karatè, aveva incontrato gli sport ideali per ripartire di slancio dopo il lockdown dei mesi scorsi, e quella di Andrea, capace di trovare nel crossfit non solo un sistema di allenamento per rimettersi in forma ma anche un modo per entrare in contatto con nuovi amici.

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Filippo Brusa

«e nadi contra suberna»

Arnaut Daniel, il trovatore limosino citato con onore da Dante nel De Vulgari Eloquentia e proclamato, per bocca di Guido Guinizzelli, al verso 117 del ventiseiesimo canto del Purgatorio, «miglior fabbro del parlare materno», di sé ha confessato:

«Jeu sui Arnautz que amas l’aura
E chass la lievra ab lo bou
E nadi contra suberna».

Tradotti dal provenzale, questi tre versi suonano così:

«Io son Arnaldo che accumulo il vento
e vado a caccia della lepre col bue
e nuoto contro corrente».
–––
«E nadi contra suberna»
«E nuoto contro corrente»

è il motto del sito di Filippo Brusa, giornalista che si pone controcorrente rispetto alla narrazione dominante, inseguendo la verità contro ogni censura, lottando contro l’ipocrisia del politicamente corretto e combattendo contro la resezione del non conforme praticata dal «pensiero unico» e dall’odiosa «cancel culture».
Per queste finalità ha fondato Rivincere

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